Bonus diabete, che cos’è e chi ne ha diritto

bonus diabete

Lo chiamano bonus diabete ma si tratta, più esattamente, di un assegno di invalidità civile che costituisce una forma di sostegno economico per le persone malate di diabete. Per ottenerlo, è necessario che la patologia sia comprovata dal medico e da una serie di esami e la persona deve avere un’invalidità di grado elevato. Si tratta di un’iniziativa importante, che si rinnova anche per il 2025 e che costituisce una forma di sostegno per le numerose persone che, nel nostro Paese, hanno il diabete e sono soggette alle sue conseguenze.

Il bonus diabete non è una cifra fissa, ma è variabile da un minimo di 315 euro a un massimo di 525 al mese, erogati per 13 mesi. Non spetta a tutte le persone con diabete, ma solo a coloro che hanno una invalidità civile superiore al 74%. In questi casi, oltre al costo dei farmaci in sé, il malato è costretto a sostenere costi elevati per medicazioni (il piede diabetico, per esempio, è una grave complicanza del diabete avanzato) e per l’assistenza nel caso in cui la patologia colpisca i reni o la vista. La persona perde allora quasi completamente l’autosufficienza.

In questi casi, è possibile richiedere il bonus diabete, che si ottiene attraverso una procedura gestita dal proprio medico di medicina generale. È a questa figura che ci si deve rivolgere, spiegando il proprio problema. Il medico, a questo punto, prescrive una serie di esami volti a identificare la patologia e a stabilire il grado di serietà. 

LEGGI ANCHE – Malattie rare: una sfida per la ricerca, la cura e la consapevolezza

Come si svolge l’iter per ottenere l’assegno

I controlli prescritti dal medico per la diagnosi di diabete sono l’esame della glicemia a digiuno; la curva glicemica o test da carico orale di glucosio (OGTT) che valuta la risposta insulinica dopo che la persona ha assunto una soluzione zuccherina; l’emoglobina glicata (HbA1c) che valuta la concentrazione plasmatica media del glucosio nel sangue, negli ultimi tre mesi.

Se dagli esami effettuati risulta diagnosi di diabete, il medico provvederà a inoltrare la documentazione all’INPS. È anche possibile inoltrare la documentazione in modo autonomo, facendosi aiutare da un CAF o da un patronato. Sarà poi la commissione medica dell’ente ad assegnare il grado di invalidità.

Come anticipato, infatti, non ha diritto all’assegno chi è affetto da diabete ma senza conseguenze: solo chi ha complicanze tali da avere un’invalidità civile superiore al 74% potrà ottenere il bonus. Ecco nel dettaglio le tre possibili situazioni: 

  • con diabete mellito di tipo 1 e 2, con complicanze micro-macroangiopatiche e manifestazioni cliniche di medio grado, si ha un’invalidità tra il 41% e il 50%;
  • con diabete mellito insulino-dipendente, con un mediocre controllo metabolico e eccesso di grassi nel sangue, non trattabili con le normali terapie e quindi con necessità di assumere l’insulina, l’invalidità è tra il 51% e il 60%;
  • se il diabete ha già causato nefropatia ossia malattia dei reni, retinopatia e maculopatia, queste condizioni sono considerate invalidanti tra il 91% e il 100%.

L’assegno di invalidità civile del cosiddetto bonus diabete spetta a coloro che hanno un’invalidità certificata superiore al 74%. 

Altri tipi di aiuto per le persone con diabete

Nel nostro Paese, i malati di diabete hanno diritto ad altre agevolazioni. La malattia certificata, anche senza invalidità, dà diritto all’esenzione del ticket sanitario per gli esami e i controlli necessari a monitorare il diabete. L’invalidità superiore al 46% dà diritto di accesso alle categorie protette. Ci sono poi tre forme di sostegno con requisiti differenti.

  • L’assegno mensile di invalidità, destinato alle persone tra i 18 e i 67 anni, con invalidità certificata tra il 74 ed il 99% e reddito annuo non superiore a 5.391,88 €;
  • La pensione di inabilità, se si è invalidi al 100%, con età compresa tra i 18 e i 67 anni e un reddito annuo non superiore a 17.920,00 €;
  • L’indennità di accompagnamento, che non dipende né dal reddito né dall’età e viene riconosciuto a chi si trova nell’impossibilità di deambulare e di compiere gli atti della vita quotidiana.

C’è anche la pensione di vecchiaia anticipata, se si ha un’invalidità superiore all’80%, 20 anni di contributi e 55 anni di età per le donne (60 per gli uomini).

LEGGI ANCHE – Liste di attesa in Italia: quali sono i problemi e che cosa possono fare le persone

Diabete, un problema sempre più diffuso

Misure come il bonus diabete hanno l’obiettivo di aiutare nella gestione quotidiana della malattia le persone che, in Italia, sono attualmente soggette alla malattia con la conseguenza della disabilità.

Attualmente, in Italia i malati di diabete sono circa tre milioni e mezzo e la cifra è destinata ad aumentare per l’invecchiamento della popolazione. Di questi, la maggior parte sono soggetti a diabete di tipo 2, più frequente negli adulti e negli anziani e legato a sovrappeso, sedentarietà, cattiva alimentazione.

Può essere dovuto a una predisposizione familiare e l’incidenza aumenta con l’età. Più raro ma probabilmente più grave il diabete di tipo 1, che solitamente colpisce i bambini e i giovani. Non è dovuto allo stile di vita, ma è una malattia autoimmune, in cui autoanticorpi prodotti dall’organismo innescano una reazione diretta contro le cellule del pancreas che producono insulina. Questo fondamentale ormone non viene più prodotto ed è allora necessario assumerlo dall’esterno, per tutta la vita. Per questa ragione, il diabete di tipo 1 è anche detto insulino-dipendente. 

di Roberta Raviolo

Condivisu su