Torna anche quest’anno, il 4 marzo 2025, la Giornata Mondiale per l’Obesità, istituita nel 2015 per sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema che riguarda oggi un numero elevatissimo di persone. Secondo le stime attuali, diffuse in occasione della Giornata del 2024, l’obesità colpisce nel mondo almeno un miliardo di persone, compresi i giovanissimi, causando una riduzione dell’aspettativa di vita. Le previsioni, a meno di interventi efficaci, non sono ottimistiche, visto che si prevede che, entro dieci anni, le persone sovrappeso e obese supereranno i tre miliardi. Un triste paradosso, soprattutto se si pensa che l’eccesso ponderale è legato anche a sovra-alimentazione e assunzione di troppe calorie, quando in una parte del pianeta si muore ancora per malnutrizione.
L’obesità è causa di molte malattie
Anche l’obesità però può essere causa di decesso, a causa delle patologie correlate, in primo luogo quelle cardiovascolari. Ai chili di troppo si accompagnano infatti aumento della pressione arteriosa, accumuli di grassi all’interno dei vasi sanguigni, diabete: condizioni che danneggiano il cuore e la circolazione, aumentando il rischio di incorrere in eventi acuti come infarto e ictus cerebrale.
Nel nostro Paese, ben 400mila persone convivono con obesità e scompenso cardiaco: una binomio pericoloso, che secondo gli esperti della Società Italiana di Cardiologia accorcia l’aspettativa di vita di almeno sei anni. L’obesità è responsabile anche di diversi tipi di tumore, tra i quali quello del colon-retto e del seno. Le donne con problemi di forte sovrappeso, in caso di gravidanza rischiano di incorrere più facilmente in complicanze come gestosi e diabete, mettendo al mondo bambini già predisposti al sovrappeso. E nemmeno i piccoli sono immuni da questa pandemia di obesità. La Società Italiana di Pediatria stima che in Italia i bambini obesi sono il 9,4% del totale e quelli in sovrappeso circa il 20%, soprattutto a causa di un’alimentazione troppo calorica e della vita sedentaria.
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La spesa sanitaria per l’obesità
La cura delle conseguenze dell’obesità grava pesantemente sui costi sanitari. Il rapporto OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) “The Heavy Burden of Obesity. The Economics of Prevention” pubblicato a ottobre 2019 ha analizzato i costi economici, sociali e sanitari di 52 Paesi (tra cui i Paesi dell’area dell’OCSE, Unione europea, UE28 e i Paesi del G20) legati all’eccesso di peso della popolazione. Il Rapporto ha scoperto che, mediamente, questi Paesi spendono l’8,4% del bilancio del sistema sanitario per curare le malattie legate al sovrappeso. I chili di troppo sono responsabili inoltre del 71% di tutti i costi delle cure per il diabete, del 23% della spesa delle cure per le malattie cardiovascolari e del 9% dei costi delle cure per i tumori. L’analisi ha però provato anche che ogni dollaro investito per prevenire l’obesità genera un ritorno economico di sei volte superiore. Per questo è importante mettere in atto interventi e iniziative politiche per intervenire efficacemente sulla diffusione dell’obesità.
Le iniziative in Italia contro l’obesità
La Giornata Mondiale per l’Obesità vede le forze sanitarie, sociali e politiche unite per combattere questo problema. Lo scorso 17 dicembre 2024, il governo italiano ha approvato il Fondo per la cura e la prevenzione dell’obesità, previsto nella Legge finanziaria. L’emendamento introduce l’istituzione di un fondo con una dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, cui andranno ad aggiungersi 200mila euro nel 2025, 300mila euro nel 2026 e 700mila euro nel 2027, per il contrasto a questa malattia che rappresenta una delle principali sfide dei sistemi sanitari. Roberto Pella, primo firmatario dell’emendamento, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili” ha dichiarato che questo fondo rappresenta un passo fondamentale per rendere più efficaci le politiche di prevenzione e cura di questa malattia.
Una campagna per la salute del cuore
Per prevenire e combattere l’obesità ci sono anche molte iniziative da parte di società scientifiche, per esempio “Per un cuore sano, conta ogni centimetro”. Si tratta della prima campagna nazionale che aiuta a ridisegnare la prevenzione delle patologie cardiometaboliche causate dall’obesità e sovrappeso, patrocinata dal Ministero della Salute e promossa dalla Fondazione Italiana per il Cuore promuove un’iniziativa unica, sostenuta da 18 tra le più autorevoli Società scientifiche e Associazioni di pazienti. Il focus è tanto semplice quanto geniale: far nascere la consapevolezza che la circonferenza vita è indicatore predittivo del rischio cardiometabolico.
Da qui, l’invito a misurarla regolarmente, con un metro da sarto che chiunque ha in casa. Misurare la circonferenza vita significa valutare la quantità di grasso addominale viscerale che, quanto più è abbondante, tanto più aumenta il rischio di sviluppare patologie al cuore e alla circolazione. Significa dunque acquisire consapevolezza e fare scelte responsabili di salute, a cominciare da quella di rivolgersi ai medici per una adeguata e personalizzata valutazione del rischio. A questo punto è essenziale mettere in atto interventi che vanno dalla modificazione degli stili di vita alla terapia farmacologica e, in casi selezionati, alla chirurgia bariatrica.
di Roberta Raviolo

