Telemedicina, che cos’è e quali sono i vantaggi

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Oggi sentiamo parlare sempre più spesso di telemedicina, un insieme di servizi sanitari a disposizione dei cittadini e delle cittadine, che si svolgono a distanza, attraverso computer, tablet o smartphone. Per molte persone, soprattutto anziane, la telemedicina è ancora una realtà poco nota. Eppure è destinata ad affiancarsi alla pratica medica tradizionale, integrando le cure classiche e garantendo un miglior servizio su tutto il territorio nazionale. Vediamo, più nel dettaglio, in che cosa consiste la telemedicina, quali sono i suoi vantaggi e i possibili limiti.

Telemedicina, di che cosa si tratta

Anche il Ministero della Salute ha dichiarato che l’uso della telemedicina, o eHealth, rappresenta una risposta alle esigenze dei e delle pazienti oggi. L’età media si sta alzando sempre di più e, con questa, aumentano i problemi di non autosufficienza tra le persone anziane. Sono in crescita anche le patologie croniche, che richiedono un monitoraggio costante e talvolta quotidiano, soprattutto nelle prime fasi dopo la diagnosi.

La telemedicina permette un controllo a distanza, in modo accurato e regolare, senza la necessità di doversi spostare. È infatti il Ministero stesso a definire la telemedicina come “l’insieme di prestazioni sanitarie in cui, grazie all’utilizzo di tecnologie innovative, il professionista della salute e il paziente non si trovano nello stesso luogo”.

I servizi che si possono svolgere con la telemedicina sono numerosi. Infatti, permette di effettuare televisite, raggiungendo il o la paziente attraverso videochiamata al proprio domicilio. In questo modo il medico può vedere la persona assistita, avere notizie sullo stato di salute e su come si sente, chiedere aggiornamenti della patologia in base ad eventuali esami svolti, perfino controllare i parametri vitali con i sistemi più sofisticati.

Con la eHealth è possibile organizzare videoconsulti, anche tra specialisti e specialiste, per discutere di casi clinici di un* particolare paziente, per aggiornarsi sugli ultimi ritrovati della medicina, per scambiarsi pareri, dati, seguire convegni e conferenze. Infine la telemedicina permette di svolgere attività di telemonitoraggio, un servizio che avviene grazie all’impiego di dispositivi indossabili e non solo come orologi, misuratori di pressione, frequenzimetri, bilance, per controllare a distanza i parametri vitali e clinici della persona seguita.

I vantaggi della telemedicina

Diffusisi soprattutto durante la pandemia di COVID-19, oggi, se ben erogati, i servizi di telemedicina rappresentano una soluzione a diversi problemi del Servizio sanitario e un miglioramento nell’assistenza ai pazienti, che possono essere seguiti e seguite dal proprio domicilio.

Il mondo scientifico e anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ritengono che il contesto idoneo per gestire le persone con malattie croniche sia il proprio ambiente domestico, nel quale è possibile beneficiare del comfort di un ambiente noto e della vicinanza degli affetti.

Le cure possono essere costanti, attente e personalizzate e raggiungere in modo uniforme anche zone del Paese remote o non adeguatamente coperte dai servizi territoriali. Il paziente, soprattutto se si tratta di una persona anziana, trae grande beneficio da questa forma di comunicazione perché si sente supportata e ascoltata, senza il disagio di doversi spostare da casa o dalla residenza assistenziale.

Inoltre, la telemedicina riduce le visite in sede non strettamente necessarie, lasciando più risorse per i casi acuti che richiedono accertamenti urgenti e in presenza: questo va anche a vantaggio della riduzione delle liste di attesa. Il dialogo che viene a crearsi tra medici e persone malate, ma anche tra medici stessi, permette di aumentare la conoscenza delle patologie, raccogliendo informazioni preziose che possono essere inserite in banche dati e utilizzate per ulteriori ricerche. Ancora, la telemedicina può collaborare nei trial clinici di sperimentazione di farmaci innovativi, ottimizzando le spese e riducendo i tempi. 

I possibili limiti della telemedicina

Esistono solo vantaggi, quindi, quando si parla di telemedicina? Non è detto: i benefici reali si hanno a patto che la telemedicina risponda ad alcuni standard, primo tra tutti la tutela dei dati sensibili della persona grazie all’uso di strumenti digitali certificati.

Questi non comprendono canali come i social network, app di messaggistica personale, portali di informazione sanitaria: vanno invece creati strumenti ad hoc come piattaforme specifiche, software e device dedicati, servizi di refertazione sicuri che garantiscano attendibilità e trasparenza nel completo rispetto della privacy. Inoltre, la telemedicina non va mai vissuta come un’alternativa alle prestazioni mediche classiche, ma un’integrazione che permette una continuità assistenziale declinata a seconda delle esigenze dei e delle pazienti.

In quest’ottica, è necessario modificare anche il concetto di persona assistita, che non è più un oggetto passivo del piano terapeutico, ma diviene soggetto attivo all’interno di un percorso sanitario innovativo, un vero patient-journey che vede la piena collaborazione con gli operatori e le operatrici della Sanità.

di Roberta Raviolo

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