Sanità italiana: la prevenzione è ancora un privilegio?

Ieri, presso la ASL Roma 1, è stato presentato il primo Barometro del Patient Engagement. I dati emersi lanciano un segnale preoccupante: la prevenzione, pilastro fondamentale della salute, sembra ancora lontana dall’essere davvero prioritaria.

Un italiano su 5 non riceve inviti per gli screening preventivi

Ma le criticità non finiscono qui. Anche tra chi riceve l’invito agli screening, emergono difficoltà significative:

  • 1 persona su 3 riscontra problemi nel partecipare ai controlli;
  • 1 su 5 rinuncia del tutto;
  • solo 6 su 10 riescono effettivamente a completare gli screening.

Le principali barriere sono costituite dagli orari poco accessibili, le liste d’attesa troppo lunghe e le difficoltà logistiche nel raggiungere le strutture sanitarie.

Davide Cafiero di Helaglobe, l’azienda che ha condotto l’indagine su un campione di circa 3.000 cittadini, ha sottolineato un aspetto cruciale:

La Sanità fatica a coinvolgere realmente i cittadini e a rispondere alle loro esigenze. Si prescrivono esami e screening, ma troppo spesso il paziente viene lasciato senza supporto adeguato.

I dati confermano questa analisi: l’87% degli italiani non è mai stato coinvolto in indagini sulla qualità del servizio sanitario. Anche il rapporto medico-paziente risulta problematico: il 22% dichiara di non essere mai coinvolto nelle decisioni sulla propria salute, mentre il 40% lo è solo occasionalmente.

Perché è importante coinvolgere i pazienti

Matteo Scortichini, ricercatore presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha evidenziato l’importanza di un approccio attivo nel coinvolgimento dei pazienti:

Non è solo una questione etica ma è fondamentale per l’efficienza del Sistema Sanitario. Quando i pazienti sono informati, educati e coinvolti attivamente nelle decisioni terapeutiche, il tasso di adesione alle terapie migliora sensibilmente, riducendo ricoveri e accessi al Pronto Soccorso.

Anche la Prof.ssa Caterina Rizzo, dell’Università di Pisa, ha fornito spunti concreti per affrontare le criticità:

Dobbiamo rivedere i modelli di erogazione degli screening prevedendo appuntamenti flessibili in luoghi prossimi al domicilio o al lavoro della popolazione target. E poi servono campagne informative più efficaci e una comunicazione diretta con gli utenti.

Come migliorare concretamente la situazione

Vito Montanaro, consigliere Aifa, sottolinea l’importanza del digitale nel coinvolgimento dei cittadini:

Informare, nel terzo millennio, vuol dire utilizzare anche web, social e tutti gli strumenti che l’evoluzione del digitale mette a nostra disposizione.

Alessandra Ferretti, della Regione Emilia-Romagna, propone tre azioni concrete per migliorare il coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine nel sistema sanitario:

  1. Maggiore educazione sanitaria nelle scuole e nei media
  2. Formazione più mirata dei medici sul coinvolgimento dei pazienti
  3. Un approccio che consideri il sistema sanitario come un insieme interconnesso

Paolo Petralia, Direttore Generale dell’ASL 4 Liguria, conclude con una riflessione fondamentale:

Il digitale è fondamentale, ma deve sempre puntare al coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine. Il Patient engagement significa avere cittadini-pazienti consapevoli e informati, vero motore del cambiamento del sistema salute.

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