La Regione Lazio introduce nel proprio sistema sanitario il Professional Assessment Instrument (PAI), formalizzando un accordo con l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma. Il provvedimento riguarda l’utilizzo di un modello sviluppato su basi scientifiche e pensato per supportare la definizione del piano assistenziale infermieristico attraverso criteri strutturati.
Il sistema viene reso disponibile gratuitamente al Servizio sanitario regionale e si inserisce in un percorso più ampio che punta a rendere l’assistenza più coordinata, tracciabile e uniforme tra strutture e contesti diversi.
Uno strumento per standardizzare la presa in carico
Il PAI nasce come supporto operativo alla decisione infermieristica. Attraverso algoritmi e sistemi di scoring, consente di identificare diagnosi assistenziali e interventi correlati a partire da parametri validati.
L’obiettivo è ridurre la variabilità nei processi decisionali e favorire un linguaggio condiviso tra professionisti, introducendo criteri comuni nella costruzione del piano assistenziale. Questo approccio permette una maggiore coerenza nell’erogazione delle cure e facilita il coordinamento tra le diverse realtà del sistema sanitario.
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Tracciabilità e continuità delle informazioni
Uno degli elementi centrali del modello riguarda la gestione delle informazioni. Con l’integrazione nel fascicolo sanitario elettronico, le attività assistenziali diventano consultabili e strutturate, contribuendo a restituire un quadro più completo del percorso del paziente.
Questo aspetto assume particolare rilevanza soprattutto nell’assistenza territoriale e domiciliare, dove finora la mancanza di sistemi di monitoraggio omogenei ha reso più difficile tracciare in modo puntuale il lavoro infermieristico.
La disponibilità di dati organizzati consente inoltre una maggiore continuità nei passaggi tra diversi setting assistenziali, riducendo la necessità per il paziente di fungere da tramite tra strutture.
Un sistema che rende misurabile l’assistenza
Il modello introduce anche una dimensione valutativa più strutturata. Attraverso l’uso di parametri e indicatori, diventa possibile osservare nel tempo gli esiti degli interventi assistenziali.
Questo significa poter verificare, ad esempio, se un rischio individuato in fase iniziale viene effettivamente gestito e contenuto, rendendo visibile l’impatto dell’assistenza infermieristica sullo stato di salute del paziente.
La possibilità di misurare gli outcome rappresenta un passaggio rilevante sia per la qualità delle cure sia per la programmazione sanitaria.
Il ruolo degli infermieri nella risposta ai bisogni di salute
L’introduzione del PAI si collega anche a una ridefinizione del ruolo infermieristico all’interno del sistema sanitario. L’utilizzo di una tassonomia condivisa e supportata da strumenti algoritmici rende più leggibile il contributo degli infermieri nella presa in carico dei pazienti.
Questo consente di portare all’interno dei sistemi informativi una parte significativa del lavoro assistenziale che finora risultava meno visibile, contribuendo a una valutazione più completa dei bisogni di salute e delle risposte erogate.
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Il rafforzamento della sanità territoriale
L’accordo tra Regione Lazio e Opi Roma si inserisce in un contesto in cui l’assistenza territoriale assume un peso crescente. In questo scenario, strumenti come il PAI permettono di strutturare meglio i percorsi di cura e di renderli più continui tra domicilio, strutture intermedie e ospedale.
Nel corso dell’assemblea dell’Ordine, il governatore Francesco Rocca ha sottolineato la necessità di considerare il percorso di cura come unitario, distinguendo ma integrando il ruolo clinico e quello assistenziale.
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