UPMC Salvator Mundi International Hospital: il valore delle “reti vitali” nella cura e nella prevenzione

UPMC - Salvator Mundi International Hospital - SaniDays

Intervista a Sabrina Grillo, Direttore Generale UPMC Salvator Mundi International Hospital

Nata negli Stati Uniti come parte del network sanitario dell’University of Pittsburgh Medical Center, UPMC è oggi una realtà internazionale che integra assistenza, ricerca e formazione, con una presenza consolidata anche in Italia. Nel nostro Paese il gruppo ha sviluppato negli anni un modello che unisce alta specializzazione, rete territoriale e attenzione alla prevenzione, portando un approccio multidisciplinare alla cura e alla gestione della salute.

In occasione della seconda edizione di SaniDays, UPMC parteciperà come sponsor con una tavola rotonda dedicata al rapporto tra stili di vita e prevenzione e con attività di screening e consulenze personalizzate in ambito fisioterapico e osteopatico.

Ne abbiamo parlato con Sabrina Grillo, Direttore Generale UPMC Salvator Mundi International Hospital , per approfondire il modello organizzativo del gruppo, il valore delle “reti vitali” nella pratica clinica e il ruolo della prevenzione nei percorsi di salute contemporanei.

UPMC nasce negli Stati Uniti, all’interno dell’University of Pittsburgh Medical Center, e nel tempo ha sviluppato una presenza strutturata anche in Italia. Come si è evoluto questo percorso e quali elementi del modello originario avete adattato al contesto sanitario italiano?

Sabrina Grillo, Direttore Generale UPMC Salvator Mundi International Hospital

L’avventura internazionale di UPMC parte proprio in Italia, con una storia affascinante di innovazione e coraggio imprenditoriale. Tutto comincia nel 1997 in Sicilia, grazie all’intuizione di un gruppo di epatologi siciliani che identificarono un’esigenza critica: nella regione non era attivo alcun programma di trapianto di fegato, e i pazienti dovevano affrontare i cosiddetti “viaggi della speranza” fuori dall’isola.

Da questa consapevolezza nasce ISMETT (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e l’Alta Specializzazione), frutto di una partnership pubblico-privata innovativa tra la Regione Siciliana e UPMC. Questo modello ha dimostrato che l’expertise internazionale poteva incontrarsi con le esigenze locali, generando risultati straordinari. ISMETT è oggi un punto di riferimento nazionale e internazionale per i trapianti di organi solidi in adulti e pediatrici, per l’oncologia e la cardiologia ad alta specializzazione, e ha ottenuto la qualifica IRCCS.

Con il tempo, la rete italiana di UPMC si è sviluppata ulteriormente. Oggi contiamo due centri altamente specializzati in radioterapia stereotassica (UPMC Hillman Cancer Center) e l’ospedale privato UPMC Salvator Mundi International Hospital a Roma, un’eccellenza nel panorama sanitario capitolino.

Ma al di là dei numeri, quello che davvero ha caratterizzato il nostro percorso è come abbiamo trasportato il DNA di UPMC in Italia, adattandolo al contesto locale.

Primo elemento cruciale: l’innovazione tecnologica applicata alla sanità. Portiamo metodologie e tecnologie all’avanguardia, ma le inseriamo consapevolmente nel tessuto sanitario italiano, rispettando i vincoli normativi e valorizzando le competenze locali. Il nostro approccio è essere partner che apporta informazioni non tipiche del territorio.

Secondo: la multidisciplinarietà organizzata. L’approccio “hub and spoke” di UPMC favorisce una vera collaborazione tra specialisti. Non è a compartimenti, ma si tratta di integrazione reale: il paziente oncologico è seguito da oncologi, cardiologi, nutrizionisti, psicologi in sinergia. Le riunioni multidisciplinari non sono formalità burocratiche, sono il cuore della nostra pratica clinica quotidiana.

Terzo: la formazione continua del personale. Investiamo sistematicamente nella crescita professionale del nostro team medico e infermieristico, anche attraverso scambi formativi con le strutture UPMC internazionali. Un medico italiano deve avere accesso alle migliori competenze globali e UPMC glielo permette.

Quarto: il paziente al centro. È il pilastro del nostro modello. Significa ascolto costante attraverso survey sulla patient experience, personalizzazione dei percorsi di cura, attenzione alle esigenze psico-sociali. Non è retorica; è pratica quotidiana con strumenti concreti.

Infine, e non è secondario, l’employee experience. Sappiamo che personale motivato e supportato genera migliori outcome clinici e maggior soddisfazione dei pazienti. Per questo monitoriamo continuamente il benessere dei nostri collaboratori. Un infermiere felice cura meglio il paziente: semplice ma vero, e molto percepito dal paziente.

Il tema di SaniDays 2026 è “Reti Vitali”, intese come connessioni tra professionisti, strutture e comunità che si prendono cura le une delle altre. In che modo il modello organizzativo di UPMC interpreta e traduce operativamente queste connessioni nella pratica quotidiana?

Il tema “Reti Vitali” cattura perfettamente la filosofia di UPMC. Non è una dichiarazione astratta per noi: è il fondamento del nostro operare, sia globalmente che localmente.

Pensiamo innanzitutto alla dimensione internazionale: UPMC fa parte di un network mondiale. Questa rete favorisce scambi costanti di best practices, protocolli clinici, esperienze gestionali. Un medico della nostra struttura può confrontarsi con colleghi della Pennsylvania o delle altre strutture del Gruppo su casi più o meno complessi. Questo scambio di conoscenze è una risorsa in più che permette di avere seconde opinion internazionali ad ampio raggio.

Le “reti” non si costruiscono solo verticalmente, cioè tra centri di eccellenza, ma anche in modo orizzontale nel territorio, dove i pazienti vivono. Ed è qui dove voglio sottolineare il nostro impegno concreto.

UPMC SMIH collabora attivamente con il contesto sanitario territoriale – ospedali, ASL e strutture di assistenza –, un ecosistema di partner locali. Coordiniamo percorsi di prevenzione, cure a domicilio e follow-up mirati; offriamo consulenza a distanza, seguendo il paziente lungo l’intero percorso di cura, fino alla ripresa della totale autonomia.

I medici sono per noi le “sentinelle” del territorio, i custodi della continuità assistenziale. Li coinvolgiamo attivamente in formazione e in tavoli di coordinamento. 

Parteciperete a SaniDays con una tavola rotonda dedicata al rapporto tra stili di vita e prevenzione e con prestazioni e consulenze personalizzate di fisioterapia e osteopatia, grazie al contributo dei vostri specialisti. Qual è il ruolo di queste discipline all’interno di un approccio integrato alla salute che comprende prevenzione, gestione del dolore e qualità della vita? E quale funzione possono assumere all’interno di percorsi continuativi, orientati al mantenimento dell’equilibrio funzionale e alla prevenzione nel tempo?

Una delle caratteristiche distintive di UPMC SMIH è offrire al paziente assistenza a 360 gradi, che abbraccia l’intero ciclo di vita della salute: dalla diagnosi alla ripresa funzionale completa, fino al mantenimento del benessere nel tempo. E fisioterapia e osteopatia non sono “reparti aggiuntivi”: sono parti integrali di questa visione.

Pensiamo alla prevenzione primaria e secondaria. Offriamo programmi di check-up completi e personalizzabili, che identificano precoci squilibri posturali, deficit muscolari, limitazioni funzionali prima che si trasformino in patologie acute. La fisioterapia preventiva non è una moda: è una risorsa straordinaria, spesso sottovalutata.

Poi c’è la gestione del dolore cronico. Troppo spesso diventa una malattia “orfana” all’interno della medicina convenzionale. Fisioterapisti e osteopati, integrati nel nostro team multidisciplinare, offrono approcci non farmacologici o complementari alla terapia del dolore, restituendo qualità di vita a chi soffre. Non è medicina parallela, è medicina integrata.

Nella reabilitazione post-acuta il loro ruolo è cruciale. Un paziente oncologico che ha concluso la chemioterapia, un post-operatorio di cardiochirurgia, un trauma ortopedico – in tutti questi casi, la riabilitazione non è un “seguito” ma parte essenziale del trattamento fino alla guarigione completa del paziente. Miriamo a ripristinare non solo la funzione, ma l’autonomia e la dignità del paziente.

E per il mantenimento dell’equilibrio funzionale, soprattutto nella popolazione anziana, prevenire la perdita di autonomia è cruciale. Programmi strutturati di fisioterapia preventiva, ginnastica posturale, educazione motoria permettono a chi è sano di restare tale più a lungo, di invecchiare attivamente.

Fisioterapia e osteopatia, in questa ottica, non sono discipline complementari “di supporto”. Sono attori principali nel paradigma della salute integrale. Senza di loro, la nostra visione sarebbe incompleta.

SaniDays porta la salute fuori dai contesti clinici tradizionali e la inserisce in uno spazio aperto al pubblico. Che valore ha, per una realtà come UPMC, attivare momenti di informazione e servizio in un contesto di questo tipo?

Partecipare a SaniDays con una tavola rotonda e servizi personalizzati di fisioterapia, osteopatia e consulenze rappresenta per UPMC un’opportunità strategica e soprattutto valoriale, coerente con la nostra missione.

La salute vive dentro e fuori le strutture sanitarie. Portare informazione, prevenzione e consulenza in uno spazio più ampio e raggiungibile a tutti, indipendentemente da chi è il paziente o dalla vicinanza geografica, è un dovere di natura sociale che intendo portare avanti. SaniDays abbatte le barriere fisiche e psicologiche che spesso allontanano le persone dalle cure e dalla prevenzione.

Poi c’è la il tema della consapevolezza. Troppi pazienti arrivano già in fase avanzata di malattia, quando avrebbero potuto prevenirla o intercettarla precocemente. Un incontro su stili di vita e prevenzione, dove le persone possono ascoltare, fare domande, ricevere consigli personalizzati, moltiplica i benefici della salute nella comunità. Una persona che esce da un evento SaniDays consapevole dell’importanza della prevenzione cardiovascolare, della gestione dello stress, o altro, ha ricevuto una conoscenza che non aveva  valore enorme, anche se non entrerà mai nella nostra clinica.

C’è poi l’educazione continua. Non basta curare i malati; bisogna coltivare consapevolezza nelle persone sane. SaniDays è un’aula aperta dove fisioterapisti, medici, osteopati possono educare sulla importanza della prevenzione, della mobilità, della gestione consapevole del proprio corpo. È una scuola di salute, non di malattia.

Un aspetto che spesso sottovalutiamo è l’ascolto della comunità. Gli incontri pubblici sono preziosi per comprendere le reali esigenze di salute della popolazione, le loro paure, e le cattive informazioni diffuse in tema sanitario. Questo ascolto alimenta direttamente la nostra programmazione clinica e gestionale. Torniamo dalla giornata con idee concrete su come migliorare i nostri servizi e lavorare meglio per il futuro prossimo.

Registrati gratuitamente e partecipa agli appuntamenti con UPMC – Salvator Mundi International Hospital: il 20 maggio alle 14:30 per le valutazioni fisioterapiche e il 23 maggio alle 10:00 per le valutazioni fisiatriche, entrambe presso le Industrie Fluviali (Sala 3).

Sarà un’occasione imperdibile per confrontarti con specialisti della salute e ricevere indicazioni utili per il tuo benessere, in un contesto accessibile e aperto a tutti.

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