Sostenibilità e innovazione per guidare il cambiamento nel settore biofarmaceutico 

In un settore come quello biofarmaceutico, parlare di innovazione significa guardare oltre la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche. Significa interrogarsi sul modo in cui i farmaci vengono prodotti, sulle risorse utilizzate, sull’impatto ambientale dei processi industriali, sul rapporto con i territori e sulla capacità delle aziende di costruire valore in modo responsabile, misurabile e duraturo. 

È stato questo il cuore della tavola rotonda “AbbVie: Sostenibilità e Innovazione – Guidare il cambiamento nel settore biofarmaceutico”, realizzata nell’ambito di SaniDays con il contributo non condizionato anche di AbbVie, che si è svolta il 20 maggio 2026 con la partecipazione di Anna Rita Pelliccia, EHS Director di AbbVie, e la moderazione di Silvia Favulli

Un incontro che ha permesso di approfondire un tema sempre più centrale per il futuro della salute: come può una grande realtà industriale farmaceutica coniugare competitività, sostenibilità, sicurezza, attenzione alle persone e innovazione tecnologica? 

Campoverde: un sito produttivo italiano con vocazione globale 

Il racconto portato a SaniDays parte da un luogo preciso: lo stabilimento di Campoverde, presente sul territorio dal 1963 e oggi riconosciuto come uno dei siti produttivi strategici del network globale AbbVie. 

Una realtà profondamente radicata nel Lazio, ma con una forte proiezione internazionale: con circa 1.300 dipendenti e prodotti esportati in oltre 130 Paesi, Campoverde rappresenta un esempio concreto di come l’eccellenza produttiva italiana possa contribuire alla salute di milioni di persone nel mondo. 

Nel corso dell’incontro, è emerso con chiarezza come il valore di questo sito non riguardi soltanto la capacità industriale, ma anche il modo in cui responsabilità ambientale, sicurezza, qualità e attenzione alle persone vengono integrate nelle attività quotidiane. 

Negli ultimi cinque anni, AbbVie ha investito 77 milioni di euro per rendere il sito sempre più efficiente, innovativo e competitivo, rafforzandone il ruolo all’interno della rete produttiva

globale. Un dato che racconta una direzione precisa: la sostenibilità non come elemento accessorio, ma come leva strutturale per accompagnare l’evoluzione del settore. 

Una sostenibilità che attraversa tutta la catena del valore 

Uno degli aspetti distintivi dello stabilimento di Campoverde è la capacità di coprire un’ampia parte della catena del valore: dall’assemblaggio molecolare fino al packaging e alla spedizione. 

Questa caratteristica rende il sito particolarmente rilevante anche dal punto di vista della sostenibilità. Gestire processi diversi all’interno di un unico ecosistema produttivo significa poter monitorare in modo più diretto consumi energetici, utilizzo delle risorse, gestione dei rifiuti, logistica e impatto ambientale complessivo. 

Nel corso della tavola rotonda è emerso un messaggio chiave: la sostenibilità, in un contesto industriale complesso, non può essere trattata come un progetto separato. Deve diventare un criterio decisionale che accompagna ogni fase operativa. 

Dalla produzione chimica a quella farmaceutica, dal packaging alla supply chain, ogni area del sito è coinvolta in standard e procedure stringenti. Questo permette non solo di ridurre l’impatto ambientale, ma anche di generare valore per il territorio, attraverso occupazione qualificata, sviluppo di competenze specialistiche e collaborazione con una filiera industriale avanzata. 

Guidare il cambiamento: dati, investimenti e cultura industriale 

“Guidare il cambiamento” è un’espressione che, nel mondo della sostenibilità, rischia spesso di rimanere astratta. Nel confronto portato a SaniDays, invece, assume un significato molto concreto. 

Significa trasformare la sostenibilità in un elemento strutturale del business. Significa misurare le performance, fissare obiettivi, investire in tecnologie, adottare standard elevati e sviluppare una cultura del miglioramento continuo. 

L’industria farmaceutica è oggi chiamata a confrontarsi con sfide complesse: consumo di acqua, emissioni, gestione dei rifiuti, approvvigionamento energetico, sicurezza dei processi e impatto sul territorio. 

In questo scenario, l’approccio data-driven diventa essenziale per monitorare i progressi, individuare aree di miglioramento e rendere trasparente il percorso intrapreso. La sostenibilità non è più soltanto una dichiarazione di intenti, ma una dimensione misurabile della performance aziendale.

Acqua, energia, rifiuti: le priorità ambientali del sito 

Durante l’incontro sono state approfondite le principali aree di intervento ambientale dello stabilimento di Campoverde. 

Le priorità strategiche del sito riguardano in particolare quattro ambiti: gestione responsabile delle acque, riduzione delle emissioni di CO, approvvigionamento energetico e trattamento dei rifiuti

Un risultato significativo riguarda il consumo di acqua di falda, ridotto del 50% dal 2005. Un risparmio che, secondo quanto condiviso durante il talk, può essere paragonato ogni anno al fabbisogno di circa 2.400 famiglie

Accanto a questo, sono state sviluppate iniziative orientate all’efficienza, al recupero delle risorse e all’ottimizzazione dei consumi. Un percorso che guarda anche a modelli di economia circolare, con l’obiettivo di valorizzare il recupero dei materiali e minimizzare gli sprechi. 

In un settore ad alta complessità come quello farmaceutico, questi elementi assumono un significato particolare: rendere più sostenibile la produzione non vuol dire rallentare l’innovazione, ma renderla più solida, responsabile e capace di durare nel tempo. 

Gli obiettivi ESG e il futuro della sostenibilità industriale 

Il percorso raccontato a SaniDays si inserisce all’interno di una strategia ESG globale, rappresentata anche dal nuovo ESG Report di AbbVie. 

I pilastri individuati sono tre: pazienti, persone e cultura, sostenibilità ambientale. Una visione che tiene insieme l’impatto sulla salute, il ruolo delle comunità interne ed esterne all’azienda e la responsabilità verso l’ambiente. 

Guardando al futuro, AbbVie ha definito obiettivi strategici al 2035 che riguardano il mantenimento di livelli molto bassi di emissioni e scarichi, la riduzione del prelievo idrico, la diminuzione dei rifiuti inviati a smaltimento esterno e il ricorso al 100% di elettricità acquistata da fonti rinnovabili

Sono obiettivi che raccontano una trasformazione più ampia del settore biofarmaceutico. La sostenibilità industriale richiederà sempre di più collaborazione, competenze trasversali, innovazione tecnologica e capacità di integrare ambiente, business e responsabilità sociale. 

Il legame con il territorio e il valore per il Lazio 

Il sito di Campoverde si colloca in uno dei cluster farmaceutici più dinamici del Paese. Il Lazio è la prima regione italiana per valore dell’export farmaceutico, con un ruolo particolarmente rilevante della provincia di Latina all’interno della filiera.

In questo contesto, AbbVie rappresenta non solo una realtà produttiva, ma anche un attore economico e occupazionale di primo piano. Secondo i dati condivisi durante l’incontro, i dipendenti AbbVie rappresentano il 12% degli occupati del settore farmaceutico nel Lazio. Il personale impiegato nello stabilimento produttivo rappresenta inoltre il 16% degli occupati del farmaceutico della provincia di Latina e il 33% di quelli della provincia di Aprilia

Sono numeri che mostrano quanto il rapporto con il territorio sia centrale. La presenza di un sito produttivo di queste dimensioni non riguarda soltanto la produzione di farmaci, ma incide su competenze, occupazione, filiera, sviluppo industriale e capacità del territorio di attrarre innovazione. 

In questa prospettiva, la sostenibilità diventa anche una responsabilità locale: generare valore evitando esternalità negative, rafforzare il dialogo con il territorio e contribuire allo sviluppo di una filiera farmaceutica sempre più avanzata. 

Le persone al centro del cambiamento 

Un altro tema emerso con forza riguarda il coinvolgimento delle persone. 

La sostenibilità, infatti, non si costruisce solo attraverso investimenti tecnologici o obiettivi ambientali. Si costruisce ogni giorno attraverso il contributo di chi vive i processi, conosce il sito, intercetta criticità e propone soluzioni. 

Per AbbVie, la partecipazione dei dipendenti è parte integrante del percorso di miglioramento continuo. Formazione, sensibilizzazione, collaborazione tra funzioni diverse e capacità di trasformare le idee interne in azioni concrete diventano elementi fondamentali per far evolvere il sito e consolidare una cultura condivisa della sostenibilità. 

È un passaggio importante, perché sposta il discorso dalla sostenibilità come responsabilità di pochi alla sostenibilità come competenza diffusa. Non un tema confinato agli specialisti, ma un modo di lavorare che coinvolge l’intera organizzazione. 

Nuove competenze per una nuova industria farmaceutica 

Il settore biofarmaceutico sta cambiando anche dal punto di vista delle professionalità richieste. 

Accanto alle competenze scientifiche e produttive tradizionali, diventano sempre più centrali profili capaci di lavorare su sostenibilità, analisi dei dati, gestione degli impatti ambientali, reporting non finanziario, normative, project management e change management. 

Ingegneria energetica, ingegneria ambientale, chimica, biologia, scienze ambientali e discipline affini sono alcune delle aree di formazione più rilevanti. Ma ciò che emerge è soprattutto la necessità di una visione di sistema: saper leggere processi complessi,

collaborare in contesti cross-funzionali e contribuire alla trasformazione sostenibile della supply chain. 

Anche questo è un segnale dell’evoluzione del settore. L’industria farmaceutica del futuro non avrà bisogno soltanto di competenze tecniche verticali, ma di figure capaci di connettere ricerca, produzione, ambiente, dati, persone e territorio. 

Trasparenza e misurabilità contro il greenwashing 

In un momento in cui il tema della sostenibilità è sempre più presente nella comunicazione aziendale, la trasparenza diventa un elemento decisivo. 

Durante la tavola rotonda è stato affrontato anche il tema del greenwashing e della necessità di raccontare la sostenibilità in modo credibile, misurabile e verificabile. 

Questo significa basare la comunicazione su dati, risultati, investimenti e standard riconosciuti. AbbVie adotta sistemi di gestione integrati ambiente, salute e sicurezza certificati secondo standard internazionali come ISO 14001, ISO 45001 e ISO 50001. Inoltre, dal 2008 è registrata EMAS e pubblica regolarmente la Dichiarazione Ambientale. 

Questo approccio rafforza un concetto centrale: la sostenibilità non può essere solo dichiarata. Deve poter essere letta, valutata, confrontata e monitorata nel tempo. 

SaniDays come spazio di confronto sulla salute che cambia 

La tavola rotonda ha permesso di allargare il discorso sulla salute oltre la dimensione clinica e terapeutica, portandolo dentro una riflessione più ampia sul modo in cui il sistema industriale contribuisce al benessere delle persone. 

SaniDays nasce proprio come luogo di connessione tra cittadini, professionisti, aziende, istituzioni e territori. Un contesto in cui la prevenzione, l’innovazione e la sostenibilità possono essere raccontate non come temi separati, ma come parti di uno stesso ecosistema. 

Il confronto ha mostrato come anche la produzione farmaceutica possa essere letta dentro questa prospettiva: non solo come attività industriale, ma come responsabilità verso i pazienti, le comunità, l’ambiente e le generazioni future. 

Una sfida comune: innovare in modo responsabile 

Il messaggio finale emerso dal confronto è chiaro: la sfida più importante per il futuro dell’industria farmaceutica è riuscire a coniugare innovazione, competitività e responsabilità sociale e ambientale.

Essere sostenibili significa produrre valore non solo economico, ma anche umano, territoriale e ambientale. Significa investire in tecnologie e competenze, costruire collaborazioni, misurare i risultati e mantenere una visione di lungo periodo. 

Il futuro del settore passerà sempre di più dalla capacità di integrare ricerca, tecnologia, sostenibilità e attenzione concreta alle persone. 

Ed è proprio in questa integrazione che si colloca il valore del confronto promosso a SaniDays: un racconto di industria, innovazione e responsabilità che mostra come la salute non inizi soltanto nel momento della cura, ma anche nei processi, nelle scelte produttive, nelle relazioni con il territorio e nella capacità di costruire un modello di sviluppo più consapevole.

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