Torna anche quest’anno la Settimana della salute delle donne, che nel 2025 raggiunge un traguardo importante: è la decima edizione e, dal 22 al 30 aprile, molti ospedali, centri clinici, ambulatori mettono a disposizione centinaia di visite e controlli gratuiti per diffondere maggiore consapevolezza e informazione sulle patologie al femminile, con l’obiettivo di prevenirle e di saperle affrontare nel modo più adeguato.
L’attenzione alla salute della donna e ai trattamenti per le malattie che la colpiscono ha, fortunatamente, compiuto passi da gigante rispetto agli anni passati, quando la si considerava ancora una sorta di “uomo in miniatura”. La medicina di genere si è evoluta e c’è stata una maggiore attenzione alle patologie che colpiscono il sesso femminile.
Anche questo approccio, però, sembra essere limitativo, perché è improntato alla cosiddetta bikini medicine, che si concentra soprattutto sulla salute di seno, ovaie e utero. I disturbi acuti e cronici che colpiscono le donne sono molto più numerosi e complessi. Hanno manifestazioni e caratteristiche diverse, rispetto a quando riguardano l’uomo e spesso non sono facilmente riconoscibili. Anche per questo rischiano di essere sottovalutate e sottotrattate.
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Crescono tumori e patologie croniche
È vero che l’aspettativa di vita delle donne è maggiore, rispetto a quella degli uomini. I due o tre anni guadagnati, però, non si traducono in una salute migliore, anzi: negli anni d’argento il sesso femminile deve fare i conti con diverse malattie croniche.
L’osteoporosi, per esempio, secondo i dati degli esperti Siomms colpisce il 15% delle cinquantenni e la metà delle donne di 80, causando disabilità anche molto gravi in seguito a fratture. Le donne sono anche maggiormente soggette a disturbi neurologici, come la depressione e la malattie di Alzheimer, che colpisce in misura doppia rispetto al maschio. Anche le malattie tumorali sono in aumento, in modo particolare allo stomaco e al colon retto, oltre al mieloma multiplo.
Malattie cardiovascolari in aumento
Si sta colmando anche il gap un tempo esistente tra i due sessi per quanto riguarda le malattie cardiovascolari, che un tempo riguardavano maggiormente l’uomo. Oggi diversi fattori biologici e sociali stanno riducendo questa differenza.
La donna vive diversi anni dopo la menopausa, quindi priva della protezione che gli estrogeni svolgono sul cuore e sulle arterie. Inoltre abitudini come il fumo, l’alimentazione ricca di grassi saturi, il peso in eccesso e la sedentarietà peggiorano la salute cardiovascolare femminile, che oggi è soggetta a questi problemi quanto l’uomo.
Con due aspetti negativi in più: il primo è che un infarto acuto nella donna dà luogo a segnali considerati atipici, come stanchezza, fiato corto, dolore al collo e mandibola e quindi spesso sottovalutati. Il secondo è che, come sostiene anche uno studio svolto dalla Biobanca del Regno Unito, i disturbi cardiovascolari provocano un maggiore decadimento cognitivo nella donna che nell’uomo. Ancora, secondo uno studio dell’Istituto Cardiologico Monzino di Milano, reso noto a fine marzo 2025, sono aumentati i casi di infarto nelle donne al di sotto dei 55 anni di età.
Le visite gratuite di Fondazione Onda ETS
Per migliorare la consapevolezza e quindi la prevenzione, Fondazione Onda ETS, in occasione della Giornata nazionale della Salute della Donna, organizza dal 22 al 30 aprile la decima edizione dell’(H) Open Week.
Numerose strutture del network Bollino Rosa hanno aderito all’iniziativa e, per tutta la settimana in tutta Italia, offriranno gratuitamente servizi clinici, diagnostici e informativi, sia in presenza sia a distanza per rispondere anche alle esigenze delle donne che non possono spostarsi.
Le aree specialistiche coinvolte sono moltissime, dalla cardiologia, alla dermatologia, dalla diabetologia, dietologia e nutrizione all’endocrinologia e malattie del metabolismo, dalla neurologia alla psichiatria. Ci saranno ovviamente anche senologia, urologia, oncologia e percorsi dedicati alla violenza sulla donna.
A partire dall’8 aprile 2025 sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it tutti i servizi offerti con indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione. Si può anche selezionare la regione e la provincia di interesse per visualizzare l’elenco degli ospedali aderenti e consultare i servizi offerti.
L’iniziativa è realizzata anche con il supporto di società scientifiche come Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, Società Italiana di Diabetologia, Società Italiana di Endocrinologia, Società Italiana di Nutrizione Umana e molte altre, oltre che di aziende farmaceutiche che hanno offerto il loro contributo non condizionato.
di Roberta Raviolo

