Un nuovo numero per orientarsi nella sanità senza andare subito al Pronto Soccorso, l’aggiornamento sulla circolazione del West Nile e nuove professionalità per la ricerca oncologica. Le principali novità sanitarie della settimana a Roma e nel Lazio raccontano un sistema che prova a essere più accessibile, attento alla prevenzione e sempre più multidisciplinare.
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- Il NEA 116117 per le cure non urgenti nel Lazio
- L’aumento dei casi di West Nile e le attività di sorveglianza
- Le nuove competenze richieste dalla ricerca oncologica
- L’importanza della donazione di sangue durante l’estate
La novità più concreta della settimana è probabilmente anche quella più semplice da ricordare: 116117. Dal 24 agosto il Numero Europeo Armonizzato (NEA) per le cure non urgenti è attivo in tutto il Lazio e dal 26 agosto la Regione ha completato anche la comunicazione ufficiale del servizio. È gratuito, funziona 24 ore su 24 e sette giorni su sette ed è disponibile non soltanto per i residenti, ma anche per turisti e persone che si trovano temporaneamente nella regione.
A cosa serve? A risolvere uno dei dubbi più frequenti quando non stiamo bene: chi devo chiamare? Per un’emergenza il riferimento continua naturalmente a essere il 112. Ma per un problema non urgente, un consiglio sanitario, la necessità di contattare la continuità assistenziale, l’ex guardia medica, oppure semplicemente per capire quale servizio sanitario utilizzare, si può ora chiamare il 116117. La centrale è gestita da operatori sanitari di ARES 118 e può fornire risposte infermieristiche, mediche e, quando necessario, supporto psicologico. Può inoltre orientare su vaccinazioni, prescrizioni, esenzioni, Fascicolo Sanitario Elettronico e altri servizi.
È una piccola rivoluzione soprattutto dal punto di vista dell’accessibilità. La sanità territoriale non si costruisce soltanto aprendo nuovi ambulatori o Case della Comunità. Significa anche permettere alle persone di capire facilmente dove rivolgersi e quale sia la risposta appropriata, evitando quando possibile di utilizzare il Pronto Soccorso come porta d’ingresso universale al sistema sanitario.
West Nile: aumentano i casi, ma aumenta anche la capacità di sorveglianza
Il 27 agosto l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato anche il nuovo aggiornamento sulla circolazione del West Nile. Al 26 agosto sono stati segnalati 432 casi confermati in Italia, rispetto ai 312 del bollettino precedente. Nel Lazio i casi risultano 63: 33 nella provincia di Roma, 25 a Latina, 3 a Viterbo e 2 a Frosinone.
Il numero merita attenzione, ma anche una lettura corretta. Dei casi registrati in Italia, 223 hanno sviluppato una forma neuro-invasiva, mentre 63 infezioni sono state individuate in donatori di sangue che non presentavano sintomi. Sono stati notificati 17 decessi, uno relativo a un caso importato. La letalità calcolata sulle forme neuro-invasive è però del 7,2%, rispetto al 13,9% registrato nello stesso periodo del 2025.
La crescita dei casi conferma che il West Nile è diventato un elemento stabile della prevenzione estiva e che la stagione delle zanzare non può essere considerata conclusa con la fine di agosto. Allo stesso tempo, il numero di infezioni intercettate attraverso i controlli sui donatori mostra quanto sia importante il sistema di sorveglianza: trovare un’infezione in una persona asintomatica significa anche poter adottare le misure necessarie per proteggere trasfusioni e trapianti. L’ISS ricorda che la sorveglianza integra infatti dati sui casi umani, sui donatori e sulla circolazione del virus negli animali e nei vettori.
Per i cittadini restano valide indicazioni molto semplici: ridurre i ristagni d’acqua, utilizzare zanzariere e repellenti quando necessario e proteggersi dalle punture, soprattutto nelle aree dove la circolazione del virus è documentata.
La ricerca ha bisogno di nuove professioni
Una novità meno visibile, ma interessante per capire come sta cambiando la medicina, arriva dagli Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma. Il 20 agosto il Bollettino Ufficiale della Regione Lazio ha pubblicato diverse procedure per rafforzare le attività di ricerca: tre collaboratori professionali destinati al servizio amministrativo della ricerca, due figure nell’area di supporto alla ricerca clinica oncologica e due ricercatori sanitari per il monitoraggio e il supporto degli studi clinici. È previsto inoltre un profilo infermieristico dedicato alla ricerca in chirurgia uro-oncologica.
È una notizia che racconta bene quanto sia cambiata la ricerca biomedica. Dietro uno studio clinico non ci sono soltanto il medico e il laboratorio. Servono professionisti che organizzano i trial, seguono dati e procedure, coordinano pazienti e sperimentatori, verificano che gli studi rispettino regole molto rigorose e trasformano quantità crescenti di informazioni in conoscenza utilizzabile.
Roma dispone di una concentrazione straordinaria di IRCCS, policlinici e centri di ricerca. Rafforzare questa infrastruttura professionale significa creare le condizioni perché nuovi studi possano essere gestiti meglio e, in prospettiva, perché l’innovazione arrivi più rapidamente anche ai pazienti.
Anche a fine estate la prevenzione non va in vacanza
C’è infine un gesto molto impoprtante da ricordare. Il 25 agosto Salute Lazio ha aggiornato il calendario delle raccolte di sangue per agosto e settembre, con le sedi trasfusionali e le autoemoteche disponibili sul territorio regionale.
È un tema particolarmente importante nei mesi estivi, quando ferie, viaggi e cambiamenti delle abitudini possono ridurre la disponibilità dei donatori mentre ospedali, interventi chirurgici e terapie continuano ad avere bisogno di sangue.
Quattro notizie apparentemente molto diverse, quindi, ma con un elemento comune. Una sanità che funziona meglio non dipende soltanto dalle cure più innovative. Dipende anche dalla capacità di orientare le persone, prevenire i rischi, raccogliere e interpretare informazioni e costruire intorno alla medicina una rete di competenze sempre più ampia.
Dal nuovo 116117 alla sorveglianza delle zanzare, dai professionisti della ricerca alla donazione di sangue, questa settimana il Lazio ci ricorda che una buona sanità si costruisce spesso anche lontano dal momento in cui entriamo in un ospedale.

