Sappiamo tutti che consumare alcuni alimenti migliora il tono dell’umore. È il caso del cioccolato o dei dolci in generale, che regalano felicità a ogni morso. Il discorso in realtà è molto più complesso, affascinante e non semplicemente correlato al sapore goloso dei dolciumi. Bisogna infatti guardare più da vicino alcuni alimenti per scoprire che, all’interno di essi, sono presenti miliardi di preziosi batteri che svolgono un effetto positivo sul sistema nervoso. Gli esperti li chiamano psicobiotici e sono microrganismi vivi che riequilibrano il benessere intestinale, strettamente legato al tono dell’umore e a problemi come ansia e fobie. Ma vediamo che cosa sono gli psicobiotici e perché ci aiutano ad essere più felici.
Il legame tra cervello e intestino
“Testa e addome sono anatomicamente distanti ed è difficile pensare che esista tra essi una connessione”, esordisce la dottoressa Diana Scatozza, medico specialista in Scienza dell’alimentazione, farmacologia e professional advanced counselor a Milano. “In realtà, questi due distretti sono interconnessi, tanto che la scienza ha coniato la definizione di ‘asse cervello-intestino’. Sono infatti in continua comunicazione tra di loro, grazie a segnali biochimici regolati da sostanze dette neurotrasmettitori. Sono proprio i batteri psicobiotici ad assicurare il funzionamento dei neurotrasmettitori, composti biologicamente attivi che influenzano l’attività del cervello e del sistema nervoso”.
Diversi studi scientifici hanno provato la correlazione tra la salute del microbiota intestinale e il benessere mentale, secondo diversi meccanismi. Ecco quali:
- gli psicobiotici aumentano il livello di serotonina, che migliora il tono dell’umore e contrasta i disturbi depressivi,
- favoriscono la secrezione del Gaba, l’acido gamma-ammino-butirrico, noto come “neurotrasmettitore della calma” perché riduce l’ansia e aiuta il rilassamento psicofisico;
- producono catecolamine e acetilcolina, che attivano la reazione psicofisica allo stress;
- riducono i livelli dei mediatori dell’infiammazione, esercitando un’azione benefica sull’intestino.
Batteri psicobiotici dal mondo dei vegetali
I livelli di psicobiotici nel nostro organismo purtroppo calano rapidamente, anche a causa di cattive abitudini, come assunzione di antibiotici, dieta scorretta (poche fibre, troppi alimenti ultraprocessati), sovrappeso. Quali sono, dunque, questi cibi così preziosi per il benessere dell’intestino e, di riflesso, dell’umore? E come possiamo assicurarceli?
Sentiamo ancora l’esperta: “I legumi, la frutta consumata con la buccia e i cereali integrali hanno la capacità di nutrire un batterio chiamato Faecalibacterium prausnitzii, l’unica specie nota del genere Faecalibacterium che vive solo nell’intestino.
Secondo alcuni studi, la sua carenza è associata a decadimento cognitivo e depressione cronica, per questo è importante assicurarsi che non manchi mai. Inoltre è utilissimo consumare gli ortaggi che crescono nel terreno, come carote, rape, insalata di tutti i tipi. Questi vegetali assicurano un adeguato apporto di Mycobacterium vaccae, chiamato un tempo ‘l’antidepressivo che viene dallo sporco’, perché migliora l’attività della serotonina, proprio come alcuni farmaci antidepressivi. Inoltre, attiva le aree del cervello responsabili dell’apprendimento e della memoria”.
La grande famiglia dei lattobacilli
Altrettanto preziosi sono i lattobacilli, batteri buoni con effetti psicobiotici che si trovano in molti alimenti. Partiamo per esempio dal Lactobacillus plantarum: ha effetti simili a quelli degli antidepressivi SSRI, tanto che è stato associato come trattamento di supporto in terapie contro la depressione.
Si trova in latte, yogurt, formaggi, e in ortaggi fermentati come crauti, sottaceti, olive in salamoia. Il kefir, una sorta di latte fermentato di origine mediorientale (facilmente reperibile nei supermercati) è invece ricchissimo di due lattobacilli.
Uno è il Lactobacillus rhamnosus, psicobiotico con effetti benefici nei confronti della depressione di tipo ansioso, che può colpire le persone dopo un periodo di intenso stress, in seguito ad una malattia o un periodo faticoso. L’altro è il Lactobacillus brevis, psicobiotico che sembra aumentare i livelli di Bdnf, la sostanza che favorisce la crescita, l’attività e la comunicazione delle cellule nervose. È insomma un alleato della concentrazione e dell’umore positivo.
Eventuali difficoltà a dormire bene possono essere invece dovute a carenza di Lactobacillus gasseri, lo psicobiotico “della buonanotte”: una ricerca giapponese, svolta su un gruppo di studenti sotto stress per gli esami, ha notato che questo lattobacillo riduce i livelli del cortisolo, l’ormone dello stress e migliora la secrezione della melatonina, che favorisce il rilassamento e il sonno notturno. Si trova nello yogurt biologico arricchito di fermenti vivi.
Gli effetti benefici del Bifidobacterium
E quando ci sentiamo preda dell’ansia e somatizziamo? “Forse abbiamo bisogno di Bifidobacterium longum, uno psicobiotico che migliora i sintomi ansiosi e gli effetti fisici ad essi correlati” chiarisce la dottoressa Scatozza. “Uno studio canadese, pubblicato su Gastroenterology, ha mostrato un deciso miglioramento dei problemi di ansia e dei malesseri gastrointestinali in un gruppo di persone che avevano assunto per alcune settimane integratori a base di Bifidobacterium longum. Gli effetti benefici sono stati confermati anche dalla risonanza magnetica funzionale”.
Oltre che negli integratori, questo batterio si trova in molti formaggi fermentati, nei piatti a base di soia e nel miso, un condimento per zuppe e verdure. Tutti prodotti disponibili nei negozi di alimenti naturali.

