Innovare per la salute: la visione di AbbVie tra ricerca, industria e sostenibilità

Intervista a Marcello D’Angelo, Site Head AbbVie Campoverde

L’industria biofarmaceutica sta attraversando una fase di trasformazione profonda, in cui innovazione scientifica, capacità produttiva e sostenibilità ambientale diventano elementi sempre più interconnessi. In questo scenario, il valore di un sito industriale non si misura solo nella produzione di farmaci, ma anche nella capacità di generare competenze, ridurre l’impatto ambientale, rafforzare la filiera e contribuire alla salute dei pazienti su scala globale.

In questa intervista, Marcello D’Angelo racconta il ruolo strategico dello stabilimento produttivo di AbbVie a Campoverde, presente in Italia dal 1963 e oggi punto di riferimento del network globale dell’azienda. Un sito che esporta in oltre 130 Paesi, integra innovazione tecnologica, sostenibilità e competenze specialistiche, e rappresenta un esempio concreto di come l’eccellenza industriale italiana possa contribuire a costruire un modello farmaceutico più efficiente, responsabile e vicino alle persone. 

AbbVie è un player biofarmaceutico globale impegnato sul fronte dell’innovazione e della salute. Che ruolo ha in questo scenario internazionale?

AbbVie è oggi una delle principali aziende biofarmaceutiche a livello mondiale e il suo obiettivo è quello di trasformare la ricerca scientifica in soluzioni concrete per i pazienti.

Operiamo in aree terapeutiche particolarmente complesse, dall’Immunologia all’Oncologia, dalle Neuroscienze all’Eye Care, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita delle persone attraverso farmaci innovativi e tecnologie avanzate.

Quello che distingue AbbVie è la capacità di coniugare innovazione scientifica, visione industriale e attenzione alla sostenibilità, creando un modello integrato che mette il paziente al centro ma che allo stesso tempo investe in ricerca, produzione e competenze nei diversi Paesi in cui opera.

Oggi AbbVie conta circa 57.000 dipendenti e grazie ad investimenti pari a oltre 85 miliardi dal 2013, sviluppa e commercializza farmaci di ultima generazione a oltre 74 milioni di pazienti in tutto il mondo.

Marcello D’Angelo, Site Head AbbVie Campoverde

Che valore ha l’Italia e perché rappresenta un tassello strategico del vostro network?

L’Italia ha un ruolo strategico per AbbVie, non solo per la presenza commerciale e scientifica, ma soprattutto per la capacità industriale che il nostro Paese esprime. Siamo presenti in Italia dal 1949 e oggi rappresentiamo una realtà che integra ricerca clinica, competenze produttive e innovazione tecnologica.

Il sito di Campoverde, in particolare, è un asset fondamentale del network globale AbbVie. Da qui esportiamo farmaci in oltre 130 Paesi e contribuiamo concretamente alla competitività internazionale del gruppo. L’Italia ha competenze manifatturiere straordinarie, una filiera farmaceutica d’eccellenza e professionalità altamente specializzate: elementi che rendono il nostro Paese un hub strategico per la produzione di farmaci innovativi.

Campoverde è uno dei poli produttivi più importanti del gruppo e porta
l’eccellenza industriale italiana in oltre 130 Paesi. Quali elementi rendono questo sito un punto di riferimento per AbbVie?

Campoverde rappresenta un esempio concreto di eccellenza industriale italiana applicata al settore biofarmaceutico. Il sito integra produzione chimica, formulazione farmaceutica e confezionamento, con capacità end-to-end che ci permettono di seguire l’intero ciclo produttivo di diversi farmaci innovativi.

A rendere Campoverde un punto di riferimento sono diversi fattori: l’elevato livello tecnologico degli impianti, la qualità dei processi, la forte cultura della sicurezza e la capacità di innovare continuamente.

A questo si aggiunge un patrimonio fondamentale: le persone. Le competenze presenti nello stabilimento ci consentono di affrontare sfide produttive molto complesse mantenendo standard elevatissimi riconosciuti a livello internazionale.

Negli ultimi cinque anni avete investito 77 milioni di euro nello stabilimento. Quali sono state le scelte più significative per renderlo sempre più efficiente, innovativo e sostenibile?

Gli investimenti degli ultimi anni sono stati orientati lungo tre direttrici principali: innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e competitività industriale.

Abbiamo introdotto nuovi sistemi di automazione e digitalizzazione dei processi produttivi, rafforzato le infrastrutture energetiche e investito in soluzioni che migliorano sicurezza, qualità ed efficienza. Una parte importante degli investimenti è stata dedicata alla sostenibilità, con progetti per l’autoproduzione energetica, l’efficientamento degli impianti e la riduzione dell’impatto ambientale.

L’avvio del nuovo impianto fotovoltaico rappresenta un esempio concreto di questo percorso: oggi il sito raggiunge oltre il 95% di autosufficienza energetica grazie a cogenerazione, fotovoltaico e altre soluzioni ad alta efficienza. 

Nel vostro modello industriale sostenibilità non significa solo attenzione ambientale, ma anche efficienza e competitività: come si traduce concretamente questa visione nelle scelte quotidiane su energia, emissioni, acqua e gestione delle risorse?

Per noi la sostenibilità è un elemento strutturale del modello industriale, non un’attività separata. Significa progettare processi più efficienti, ridurre gli sprechi e utilizzare in modo responsabile le risorse.

Concretamente, abbiamo ridotto del 20% i consumi energetici e le emissioni di CO₂ rispetto al 2015, azzerato i rifiuti inviati in discarica già dal 2005 e diminuito significativamente il consumo di acqua di falda. Oltre l’80% dei rifiuti viene avviato a recupero e il 100% dell’energia elettrica acquistata proviene da fonti rinnovabili.

Questi risultati derivano da una strategia fatta di investimenti continui, monitoraggio costante e miglioramento dei processi. Essere sostenibili oggi significa anche essere più competitivi e resilienti nel lungo periodo. 

Quanto conta il contributo delle persone che lavorano a Campoverde nel rendere il sito sempre più sicuro, efficiente e orientato al futuro?

Conta moltissimo. La vera forza di Campoverde sono le persone. Nel nostro stabilimento lavorano professionisti e professioniste altamente qualificati che ogni giorno contribuiscono a migliorare processi, sicurezza e qualità. C’è una forte attenzione alla formazione continua, all’equità, allo sviluppo delle competenze e alla diffusione di una cultura condivisa della sicurezza e dell’innovazione.

La crescita del sito negli anni è stata possibile proprio grazie alla capacità delle nostre persone di affrontare il cambiamento, adottare nuove tecnologie e contribuire con idee e competenze all’evoluzione dello stabilimento.

Dietro i risultati di AbbVie ci sono innovazione, nuove tecnologie e competenze: quanto hanno contato le soluzioni industriali adottate e il contributo delle persone di Campoverde nel rendere i processi sempre più efficienti e sicuri?

Le nuove tecnologie hanno avuto un ruolo determinante. Negli ultimi anni abbiamo introdotto livelli sempre più avanzati di automazione, sistemi digitali di controllo e soluzioni innovative che aumentano precisione, affidabilità ed efficienza dei processi produttivi.

Ma il vero valore nasce dall’integrazione tra tecnologia e competenze umane. Le persone di Campoverde hanno saputo accompagnare questa trasformazione industriale con professionalità e spirito di innovazione, contribuendo a rendere i processi più sicuri, più sostenibili e più competitivi.

Nel settore farmaceutico qualità e sicurezza sono elementi imprescindibili: ogni innovazione deve garantire standard elevatissimi e il contributo delle nostre persone è essenziale per mantenere questi livelli di eccellenza.

Guardando ai prossimi anni, quale contributo potrà dare Campoverde al territorio, alla filiera e al Paese in termini di occupazione, crescita sostenibile e valore industriale?

Campoverde continuerà a essere un motore di sviluppo industriale e occupazionale per il territorio e per il Paese. Il nostro obiettivo è rafforzare ulteriormente la competitività del sito, investendo in innovazione, sostenibilità e competenze.

Un polo produttivo come il nostro genera valore non solo in termini di occupazione diretta, ma anche per tutta la filiera: fornitori, servizi, logistica, formazione e indotto tecnologico. Inoltre, contribuire alla produzione di farmaci innovativi significa anche rafforzare la capacità industriale e scientifica dell’Italia in un settore strategico come quello farmaceutico.

Campoverde vuole essere un esempio concreto di questo modello.

SaniDays nasce per avvicinare le persone ai grandi temi della salute, anche attraverso il dialogo con aziende, medici, specialisti e realtà del territorio. Che valore ha, per AbbVie, portare in questo contesto il racconto di un modello industriale che tiene insieme innovazione, sostenibilità e attenzione ai pazienti?

Partecipare a iniziative come SaniDays permette di raccontare cosa c’è dietro il nostro settore: ricerca, innovazione, qualità, sicurezza, persone e responsabilità verso il territorio e l’ambiente.

Spesso si pensa all’industria farmaceutica solo come luogo di produzione, ma oggi un sito industriale moderno è anche un laboratorio di innovazione sostenibile. Raccontare questo percorso significa avvicinare le persone a una visione più ampia della salute, dove il paziente resta la priorità ma dove assumono un ruolo fondamentale anche la sostenibilità, la tecnologia e il valore sociale dell’impresa.

Per AbbVie è importante contribuire a un dialogo aperto e concreto con il territorio, le istituzioni, i professionisti della salute e i cittadini, condividendo esperienze che possano generare consapevolezza e fiducia.

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