Il 7 aprile di ogni anno, da molto tempo ormai, si celebra la Giornata Mondiale della Salute, che nel 2025 celebra un compleanno importante, quello dei 75 anni. Fu infatti istituita nel 1950 e non consiste semplicemente in un giorno dedicato alla salute. È piuttosto un punto di arrivo, anno dopo anno, di un percorso che ha l’obiettivo di creare momenti di riflessione e di approfondimento sulla salute a livello mondiale.
Donne e bambini, la salute da proteggere
Il tema della Giornata Mondiale della Salute 2025 è “Healthy beginnings, hopeful futures”, un inizio sano per un futuro pieno di speranza, declinato da noi con “La salute comincia da piccoli”, per una campagna che durerà fino al 2026.
L’attenzione sarà concentrata sulla salute e il benessere delle mamme e dei bambini, oltre che sulla sopravvivenza stessa. È un tema forte e molto attuale, soprattutto pensando alle tante, troppe zone del mondo in guerra, dove i diritti base sono calpestati e proprio le donne e i più piccoli sono le prime vittime.
In Italia e, più in generale in Occidente, la salute materno-infantile è difesa, ma non è dappertutto così, a cominciare dal momento del parto che, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, provoca oltre 280.000 decessi, concentrati soprattutto nell’Africa Sub-Sahariana. Un recente report delle Nazioni Unite riferisce che la mortalità infantile è in calo, ma che nei Paesi più poveri sono ancora diversi milioni i bambini che muoiono ogni anno per diarrea, malaria, problemi polmonari.
L’obiettivo: migliorare le cure materno-infantili
Sempre secondo l’Oms, su cinque Paesi quattro non riusciranno a raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030, di ridurre la mortalità infantile. Eppure, non sembra una missione impossibile. Secondo molti studi, i decessi infantili nei Paesi più a rischio diminuirebbe radicalmente se fosse possibile una gestione integrata delle malattie infantili più comuni attraverso interventi diffusi sul territorio, in zone facilmente raggiungibili vicino a casa dei bambini stessi.
Un intervento di questo tipo sarebbe possibile investendo maggiormente in istruzione, occupazione e condizioni di vita dignitose e anche sicurezza per gli operatori sanitari che si occupano materialmente della cura delle persone. È a loro, infatti, che nei Paesi più poveri viene affidata la diffusione di vaccinazioni, test, supporti nutrizionali e altre cure base per malattie facilmente curabili ma che si rivelano mortali in determinate condizioni di indigenza o di guerra.
Ecco perché l’obiettivo della Giornata Mondiale della Salute 2025 è sollecitare investimenti su larga scala, per migliorare l’assistenza al bambino quando è ancora nel ventre materno, fornire cure migliori e neonati e prematuri, aumentare l’attenzione al benessere della donna non solo in gravidanza ma anche dopo, promuovendo politiche che tutelino realmente la maternità.
Iniziative in Italia per la Giornata della Salute
In tutta Italia sono disponibili iniziative preziose per la salute a tutte le età. Per esempio, la Ats Brianza come vaccinazioni per la prevenzione dello Pneumococco e dell’Hpv, ma anche incontri per le famiglie e percorsi di educazione alimentare.
La Ats Pavia attiva vaccinazioni Hpv, screening oncologici, attività per sostenere le donne in allattamento e per promuovere la lettura nei primi anni di vita. Nelle Marche, il Comune di Ancona dedica il pomeriggio del 7 aprile a una serie di attività sportive https://www.comuneancona.it/giornata-mondiale-della-salute/, nella consapevolezza che il movimento fa parte della salute e del benessere.
A Orvieto sono previste diverse iniziative per mettere a fuoco le criticità nei servizi sanitarie e diffondere la consapevolezza delle possibili soluzioni. Non solo per il 7 aprile, poi, ci sono iniziative concrete portate avanti per il supporto delle donne e la difese del benessere loro e dei loro bambini. La Federazione Nazionale Ordini Professioni Ostetriche per esempio, sostiene le mamme nei Paesi più poveri, inviando personale specializzato per garantire cure di qualità anche nei contesti più difficili.
di Roberta Raviolo

