Settembre è il mese dedicato alla consapevolezza sull’Alzheimer. Un’occasione per ricordare che dietro ogni diagnosi ci sono persone, famiglie, relazioni. Ed è proprio con questo spirito che il 25 settembre 2025 si è svolto l’evento organizzato dalla Fondazione Alberto Sordi, un’intera giornata rivolta a chi vive accanto alla malattia: familiari, caregiver e operatori. Un momento formativo e di confronto a cui SaniDays ha partecipato, portando il proprio contributo alla rete di iniziative dedicate alla salute, al benessere e alla prevenzione.
Cos’è l’Alzheimer e perché parlarne è importante
L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa progressiva, oggi considerata la causa più comune di demenza. Colpisce in particolare la popolazione anziana, provocando una graduale perdita della memoria e delle capacità cognitive. Ma non è solo questo: l’Alzheimer cambia i rapporti, modifica le abitudini, impatta sulla quotidianità di chi assiste.
Secondo le stime più recenti:
- oltre 55 milioni di persone nel mondo convivono con una forma di demenza (OMS, 2024)
- in Italia sono circa 600.000 le persone affette da Alzheimer
- più di 3 milioni di caregiver prestano assistenza quotidiana, spesso in solitudine
Non esiste ancora una cura definitiva, ma diagnosi precoci e interventi personalizzati possono rallentare il decorso della malattia e migliorare la qualità della vita.
Un evento dedicato a chi assiste: la giornata del 25 settembre
In occasione del primo Mese Mondiale dell’Alzheimer, la Fondazione Alberto Sordi ha promosso una giornata speciale presso l’Auditorium CU.BO. dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Titolo dell’incontro: “Vivere con la malattia d’Alzheimer: strumenti e supporto per le famiglie, caregiver e operatori del settore”. Una proposta pensata per offrire strumenti concreti e momenti di ascolto a chi si prende cura ogni giorno di persone affette da Alzheimer o altre forme di demenza.
La mattina si è aperta con i saluti istituzionali, seguiti da:
- una sessione di testimonianze dal titolo “Viverlo insieme”
- un approfondimento su strumenti e supporti per affrontare la malattia
- un confronto tra famiglie e caregiver, con storie, risorse e strategie condivise
Nel pomeriggio, spazio ai laboratori esperienziali, dedicati a chi assiste persone con Alzheimer. I partecipanti – divisi in piccoli gruppi – hanno potuto sperimentare attività legate alla stimolazione cognitiva, sensoriale e relazionale, con l’obiettivo di acquisire competenze utili nella vita quotidiana.
La voce di Lino Banfi
Tra gli ospiti della giornata, Lino Banfi ha offerto un contributo commosso e autentico. Attraverso il profilo Instagram di SaniDays, ci ha ricordato quanto il sorriso sia potente, anche nelle situazioni più complesse. I suoi film, ha raccontato, fanno ancora oggi ridere e commuovere molte persone affette da Alzheimer. Anche quando le parole si fanno difficili da trovare, le emozioni restano vive.
Un messaggio semplice ma potente: le emozioni non si dimenticano. L’umorismo, la musica, i ricordi condivisi – tutto ciò può creare ponti affettivi anche nei momenti in cui la malattia sembra chiudere le porte del presente.
SaniDays, una rete per la salute e la prevenzione
L’esperienza di settembre si inserisce in un quadro più ampio: SaniDays è un progetto che promuove la cultura della salute attraverso eventi diffusi e accessibili, che coinvolgono persone, professionisti e comunità. La partecipazione all’iniziativa della Fondazione Alberto Sordi rappresenta un tassello importante del percorso di SaniDays: portare attenzione e strumenti anche su temi complessi come l’Alzheimer, favorendo ascolto, confronto e consapevolezza.
Perché curare la salute è un processo umano, fatto di relazioni, empatia e sostegno reciproco. Proprio come accaduto il 25 settembre.

