Cinzia PanicoPresidente di ASI - Accademia delle Scienze Integrate
Mariateresa MaterassiAromatologia e Aromaterapia, Benessere Olistico MTC e Ayurveda
Sandra PierpaoliPsicologa Psicoterapeuta Artiterapeuta Responsabile di CDI narrAZIONI
Assunta IzzoLogopedista specializzata in Voce, Neurosviluppo e Funzioni Oro‑Facciali, Arte Terapeuta, terapista cranio‑sacrale
Questo talk esplora la mano come strumento elettivo della relazione di cura, declinandola attraverso quattro sguardi complementari che ne illustrano la funzione diagnostica, terapeutica, comunicativa ed energetica. La dimensione relazionale rappresenta il filo conduttore dell’intero percorso: pur partendo da radici differenti, gli approcci presentati convergono in una visione comune di Medicina Integrata, dove il contatto fisico diventa un profondo atto di ascolto e scambio che ricompone l’unità della persona.
Nelle psicoterapie a orientamento psicocorporeo ed espressivo, le mani permettono di leggere gli stati d’animo della persona e di dare voce ai suoi vissuti antichi, dalla ricerca di contatto alla manifestazione dell’aggressività. Parallelamente, le mani del terapeuta possono intervenire per offrire un sostegno profondo o per facilitare i processi del respiro e dello sblocco emozionale. Attraverso i linguaggi artistici e il setting di gruppo, esse agiscono come mediatori simbolici e amplificatori relazionali, favorendo la circolarità e la cooperazione attraverso il fare comune e il gesto creativo condiviso.
Per insegnare al mondo un tocco migliore.” Questa frase di John Upledger non è solo un auspicio tecnico, ma un manifesto etico. In questo nostro incontro, “Le mani nella cura” esso rappresenta un invito a riscoprire il tocco non come manovra correttiva, ma come strumento di ascolto profondo.
Nella TCS, le mani diventano “sensori” capaci di intercettare i ritmi sottili del corpo e le restrizioni del sistema membranoso e fasciale. Questo approccio non “impone” un cambiamento, ma invita il corpo dell’utente a ritrovare il proprio equilibrio fisiologico, agendo come facilitatore del processo autocorrettivo di ciascuno.
In questa visione insegnare un “tocco migliore” significa riconoscere che sotto le nostre mani non c’è solo un disturbo da trattare, ma una vita che si sta dispiegando. Curare con le mani significa dare al bambino il permesso di sentirsi intero, sostenuto e finalmente ascoltato, in qualunque percorso terapeutico, sia esso logopedico, psicologico o neuropsicomotorio.
In un’ottica che unisce la sensibilità energetica alle tradizioni della MTC (Medicina Tradizionale Cinese) e della Medicina Ayurveda, le mani sono considerate un’appendice del chakra del cuore. Per millenni esse sono state l’unico strumento per “ascoltare” l’interezza del paziente attraverso il contatto con il polso e la pelle. Oggi questa tecnologia umana è ancora più preziosa; a differenza delle macchine, il sentire permette di far passare attraverso la pelle e le terminazioni nervose non solo dati fisici, ma le emozioni profonde di chi si rivolge alla cura.
Infine, nel Massaggio Ayurveda, le mani sono il primo e fondamentale strumento che unisce ogni elemento del trattamento. Attraverso il tatto nasce un “dialogo silenzioso” in cui l’operatore ascolta e riconosce i segnali inviati da chi riceve. Le mani sentono le contratture fisiche e le tensioni emotive, agendo con la consapevolezza che non si toccano solo muscoli e ossa, ma livelli energetici e spirituali. In questa visione, “trattare” significa “tirare fuori”, trasformando l’atto del massaggio in un privilegio e in una forma profonda di cura.
Talk
Industrie Fluviali (Via del Porto Fluviale 35 Roma, RM 00154 Italia)
AbbVie
Talk
Industrie Fluviali (Via del Porto Fluviale 35 Roma, RM 00154 Italia)
Con la sponsorizzazione non condizionante di Eli Lilly
Talk
Industrie Fluviali (Via del Porto Fluviale 35 Roma, RM 00154 Italia)
SCAI Comunicazione