Epatite C: diagnosi precoce e possibilità di cura raccontate da AbbVie 

epatite C

L’epatite C è un’infiammazione del fegato causata dal virus HCV che può restare silente per anni provocando gravi danni al fegato.

Eppure, il virus può essere diagnosticato attraverso un semplice prelievo di sangue. Inoltre, oggi l’Epatite C si può curare grazie a terapie orali efficaci, ben tollerate e sostenute dal Servizio Sanitario Nazionale.

Creare consapevolezza, informarsi, conoscere i rischi e smascherare i falsi miti è cruciale per prevenirla e combatterla. 

Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Daniela Petrassi, Business Unit Manager Virology di AbbVie, azienda che da anni guida la ricerca contro il virus HCV.

Chi è AbbVie e di cosa si occupa?   

AbbVie è un’azienda biofarmaceutica fortemente orientata alla ricerca. Il nostro principale obiettivo è sviluppare e rendere disponibili cure innovative per affrontare i bisogni di salute di oggi e fronteggiare le sfide mediche di domani. L’attività aziendale si concentra principalmente su cinque aree terapeutiche: immunologia, oncologia, neuroscienze, oftalmologia e virologia. Inoltre, siamo attivi nell’ambito della medicina estetica attraverso la nostra divisione Allergan Aesthetics. 

Il nostro Headquarter si trova a Roma e il nostro polo produttivo si trova a Campoverde di Aprilia, in provincia di Latina. 

Cos’è l’epatite C e perché è ancora così attuale?  

L’epatite C è una malattia infiammatoria del fegato causata dal virus HCV. Si tratta di una patologia subdola, che può rimanere silente e asintomatica per molti anni. Nonostante i sintomi non siano evidenti,
l’epatite C danneggia nel corso del tempo il fegato e può portare a cirrosi e a cancro.

Molte persone non sanno di essere affette dal virus dell’HCV e ancora c’è molta disinformazione sui fattori di rischio, sulle modalità di trasmissione del virus e sulle possibilità di screening e di cure. 

Oggi esistono delle terapie che eliminano definitivamente il virus dell’epatite C con tassi di guarigione superiori al 95%.

Come si può contrarre l’epatite C? 

L’epatite C si contrae attraverso il contatto diretto con sangue infetto. Ad oggi, le vie di trasmissione più frequenti sono rappresentate dall’uso promiscuo di siringhe e cannule per il consumo di droghe, da atteggiamenti sessuali a rischio, da trattamenti estetici effettuati in ambienti non idonei e con strumenti non adeguatamente sterilizzati. Si pensi, a tal proposito, ad una semplice manicure e pedicure o anche a trattamenti come i tatuaggi e i piercing. 

Molte persone pensano che l’epatite C sia una patologia che può interessare solo le fasce più vulnerabili della popolazione, o persone più esposte per il loro stile di vita, ma non è così! Il virus dell’epatite C può colpire tutti. 

Perché è importante lo screening precoce per l’epatite C? In cosa consiste? Come si scopre di avere l’epatite C?  

L’epatite C si può diagnosticare attraverso un semplice test ematico, un prelievo del sangue

Per noi, ribadire la possibilità per tutti di fare il test e l’importanza della prevenzione è fondamentale perché dall’epatite C si può guarire definitivamente, ma occorre intervenire con tempestività prima che il virus danneggi il fegato, causando cirrosi o, addirittura, cancro del fegato… e di cancro si può morire.

Ecco perché lo screening e la diagnosi precoce sono fondamentali. Non si deve aver timore di scoprire di avere l’Epatite C perché oggi si può guarire!

Se il test risulta positivo, cosa bisogna fare?  

Se si risulta positivi al test per l’epatite C, ci si può rivolgere al proprio medico di fiducia che è in grado di indirizzare il paziente verso il centro di cura specialistico più vicino, che lo prenderà in carico, definendo un adeguato percorso diagnostico-terapeutico. È fondamentale sottolineare che le terapie sono efficaci e ben tollerate. Inoltre, si tratta di terapie orali per cui, una volta prescritte dallo specialista Infettivologo, Gastroenterologo o Internista, il paziente può prendere le cure in autonomia, recandosi presso il centro di cura per i controlli periodici.

Quale è il vostro impegno per sensibilizzare la popolazione generale e i giovani sui rischi dell’HCV e su come affrontare l’Epatite C? 

In AbbVie, siamo impegnati da tanti anni nella lotta all’eliminazione dell’Epatite C. Oggi più che mai, siamo attivi attraverso una campagna di sensibilizzazione dal titolo Una Malattia con la C”. La campagna viene veicolata attraverso un sito web dedicato e attraverso i canali social Facebook, Instagram e TikTok.  

Sia sul sito che sui social, è possibile reperire informazioni relative ai fattori di rischio, alle vie di trasmissione del virus, alla prevenzione e alle cure. Inoltre, è possibile trovare la lista dei centri e degli specialisti che in Italia gestiscono questa patologia. La campagna ha il patrocinio delle società scientifiche di settore AISF, SIMIT e dell’Associazione dei pazienti ANLAIDS onlus

Ci sono stigmi e falsi miti sull’epatite C? 

Moltissimi. In particolare, sulle modalità di trasmissione della malattia. Molte persone temono che il contagio possa avvenire attraverso saliva, baci, abbracci, tosse, starnuti, condivisione di stoviglie, indumenti. Ma non è così. Come abbiamo spiegato, il contagio è possibile solo attraverso il contatto diretto con sangue infetto. 

Molti sono i falsi miti anche sulle cure, sulla loro sicurezza per il paziente, ad esempio. Proprio a questi falsi miti è dedicata una sezione apposita sul sito internet di Una Malattia con la C. 

C’è un’altra cosa molto importante da dire: l’Italia è il primo e unico Paese al mondo che ha stanziato un finanziamento di 71,5 milioni di euro per lo screening gratuito dell’epatite C nei cittadini nati tra il 1969 e il 1989, nei detenuti e nei soggetti seguiti dai Servizi per le Dipendenze patologiche (SerD) e per favorire l’emersione del sommerso. Molte Regioni si sono attivate in tal senso per permettere lo screening, la diagnosi e la cura dei propri cittadini, ma ancora tanto resta da fare e tanto si può fare! Tra le Regioni che propongono lo screening gratuito c’è, appunto, il Lazio. 

Chi non rientra nelle fasce di popolazione sopra menzionate, come abbiamo anticipato inizialmente, può fare comunque il test consultando il proprio medico di fiducia o direttamente i Centri Specialistici. 

In caso di positività, per qualunque cittadino, le cure sono a carico del Sistema Sanitario Nazionale. 

Al termine di questa nostra chiacchierata, c’è qualcosa che vorrebbe aggiungere? 

L’importanza del test! Un semplice test ematico può portare ad una diagnosi precoce di una malattia che nel tempo causa conseguenze che possono essere irreparabili. 

Il test è fondamentale ma, se si scopre di essere positivi, altrettanto importante è rivolgersi tempestivamente al proprio medico di fiducia o allo specialista per poter essere curati e liberarsi definitivamente dal virus dell’HCV, perché oggi si può! 

Bisogna ricordare, infine, che nessuno è immune dall’epatite C anche perché, ad oggi, non esiste alcun vaccino in grado di prevenire il virus. 

di Francesca Barbaro

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